Seoworld.it é un blog di notizie su Google, sul mondo seo e sul posizionamento organico nei motori di ricerca completamente in italiano. Ogni giorno troverai le news dal mondo di internet, a volte curiose e incredibili e a volte anche serie!!Enjoy!


Google, da sempre, sta cercando di affinare il suo algoritmo di ricerca, in modo da dare all’utente quello che effettivamente vuole. Per questo motivo ultimamente sta provando ad essere il piú aperto e trasparente possibile nella forma di comunicare come utilizza i dati di ricerca o, per esempio, quando cambia il valore del PageRank. L’ultimo passo che va in questa direzione di trasparenza/migliori ricerche, lo ha dato oggi. In un articolo nel suo blog ufficiale, Google ci spiega una nuova funzionalitá che si può trovare nella pagina delle ricerche.
In pratica nei prossimi giorni (in inglese) troverai una nuova funzione nella parte superiore destra dello schermo:
Ricerche personalizzate in Google width=

Se si clicca su “more details”:

ricerche personalizzate in Google - more details

Potrai personalizzare le ricerche in base a uno di questi tre parametri:

  • Localizzazione. Di default, Google identifica la tua posizione geografica grazie al IP address del tuo computer, e lo utilizza per personalizzare le tue ricerche. Se vuoi dar a Google un’altra localizzazione, devi creare un account e fornire una cittá o un indirizzo. La localizzazione che fornirai sarà utilizzata solo per darti delle ricerche più personalizzate e per aumentare la tua esperieza in Google Maps e negli altri prodotti Google.
  • Ricerche recenti. Google prende in considerazione anche le attivitá recenti di una determinata query di ricerca, per cercare di personalizzare le ricerche in base alla esperienza di altri utenti.E naturalmente prende in considerazione anche le tue ultime recenti per interpretare il tuo comportamento nella selezione dei risultati.
  • Archivio storico. Se sei registrato e hai l’archivio storico abilitato, Google personalizza le tue ricerche in base a quello che hai fatto nel passato e ai siti che hai visitato.  Una cosa importante che bisogna tenere in mente: hai il completo controllo dell’archivio, puoi abilitarlo o disabilitarlo e Google non puó in nessun caso andare contro i tuoi desideri.  E se vuoi che una ricerca sia normale e non personalizzata basta uscire momentaneamente dall’account, e il gioco è fatto.

Da tutto ció si può notare come Google cerchi sempre di piú di passare la palla in mano all’utente, aiutandolo e aiutandosi a fornire ricerche sempre più personalizzate.

Risaltare le parole chiavi più importanti per la tua pagina è una delle basi delle tecniche SEO (occhio peró al keywords stuffing o abuso di parole chiavi).

Se seguiamo correttamente tutti i passi che un buon SEO dovrebbe fare per risaltare meglio le sue keywords otterremo i seguenti risultati:

  • Un miglior ranking;
  • Un più alto crawl rate;
  • Un titolo e una descrizione più appetibili nelle SERPs (e quindi un miglior clickrate)

Il risalto delle parole chiavi può essere raggiunto grazie:

  • Essere sicuri che le informazioni più importanti della pagina, quelle che vogliamo risaltare, vadano appena dopo la etichetta <body> o comunque il più in alto possibile (nel codice sorgente) nei contenuti.
  • Includere le keywords che vogliamo risaltare negli elementi SEO della pagina più sensibili e importanti: titolo, anchor text, bold text, alt text, etc.

Vediamo come possiamo rendere una keywords di una pagina più importante di altre:

  1. Enfatizzare le più importanti keywords con gli elementi base del HTML: quindi assicurarsi di trarre il massimo vantaggio dall’utilizzo delle etichette H1, H2, H3 per assicurarsi che il Googlebot legga come noi vogliamo la pagina.
  2. Come giá spiegavo prima assicurarsi che le keywords e il testo rilevante della pagina sia il più in alto possibile nel codice sorgente. Il Googlebot normalmente sceglie l’importanza degli elementi anche in base alla loro posizione all’interno della pagina. Questo “giochetto” si può fare semplicemente creando una struttura ottimale con l’utilizzo del CSS per posizionare i vari elementi dove vogliamo. Questa tecnica è denominata SOC (source ordered content).
  3. (Scrittura “giornalistica”) Intenta creare una struttura di scrittura piramidale, cioè utilizza il primo paragrafo per fare un piccolo riassunto del testo, naturalmente includendo le tue parole chiavi rilevanti, e poi mano a mano nel testo addentrarsi sempre più nei particolari. É dimostrato che la gente si stanca circa un 25% di più leggendo su uno schermo invece che su carta quindi assicuriamoci di darli un piccolo riassunto così da motivarla a continuare la lettura. É una tecnica molto utile soprattutto nei blog e nei siti commerciali focalizzati alla conversione.

Gestione degli HTTP Headers

Posted by pipot83 at 21:48 | Filed In seo | Add a Comment

Per essere sicuri che i motori di ricerca interpretino bene la struttura del tuo website si dovrebbe controllare gli HTTP headers di ogni pagina. Il tuo server dovrebbe gestire tutte le richieste correttamente per raggiungere un miglior crawl ratee migliori risultati.

Capire gli HTTP header status codes:

Non scenderó troppo nei dettagli tecnici e descriveró quello che è veramente importante per un SEO. Basicamente esistono 5 classi di status code:

  • informativi (1xx);
  • richieste con successo (2xx);
  • redirezioni (3xx)
  • errori (4xx);
  • Errori interni al server(5xx).

Nell’ottica SEO gli status code più importanti sono i 3 seguenti:

  • 200 = richiesta portata a termine con successo;
  • 301 = rimosso permanentemente;
  • 404 = non trovato.

É necessario essere sicuri che nei vari casi si utilizzi los status code corrispondente: per esempio non utilizzare la redirezione per pagine non esistenti, ma una pagina ottimizzata con un 404 header code.

Casi SEO:

Molti dei seguenti casi sono a volte gestiti impropriamente con un codice 200 (success request) mentre andrebbero gestiti diversamente. Esempi:

  • index.html vs. directory root;
  • versione www contro versione senza www (es. www.seoworld.it - seoworld.it);
  • doppio slash nella path dei file;
  • mix di maiuscole minuscole;
  • pagine non esistenti;
  • https, ssl, …

Strumenti (tools) per controllare l’attuale HTTP Header:

Ci sono numerosi strumenti web (web based tools) che mostrano HTTP header di ogni singola URL. Qui una piccola lista dei più famosi:

  1. Web-Sniffer;
  2. HTTP Header Checker;
  3. Header Checker;

301

Ci sono anche estensioni di FireFox che ti permettono di visualizzare tutte le informazioni delle pagine visualizzate nel browser: in pratica nella sezione di informazioni della pagina, il plugin aggiunge informazioni sulle richieste e risposte HTTP da parte del server.

In definitiva in termini SEO è importante associare a ciascuna pagina l’HTTP Header adeguato, in modo da essere sicuri che il motore di ricerca interpreti la pagina come noi vogliamo senza essere suscettibili ad errori. Per esempio una buona redirezione 301(permanente) invece che 302(temporanea) ci può aiutare molto nel dar peso alla nuova pagina e a cercare subito un buon posizionamento, perchè Google trasmette tutte le caratteristiche della vecchia pagina redirigida (PageRank, enlaces, ….) alla nuova pagina. Nello stesso modo un buon uso delle pagine di errore 404 permette di gestire meglio gli abbandoni e mandare gli utenti ad altre parti del sito interessanti, aumentando la conversione e la rilevanza del traffico.

Qualche anno fa, nella homepage di Google, si poteva vedere il numero di pagine indexate dal motore di ricerca (screenshot). Era una cifra importante che dava l’idea del volume di informazioni che Google poteva processare, e di quanto era grande la WWW.

Per esempio nel 1998 aveva indexate “solo” 26 milioni di URL, mentre que nel 2000 erano giá un miliardo. Poi con lo sviluppo della tecnologia, la maggior velocitá della rete e un miglioramente delle tecniche di crawl, la cifra di URL indexate è aumentata ogni anno esponenzialmente: solo per dare nel periodo 2003-2005 aumentarono da 3 miliardi a 8 miliardi.

All’epoca questo dato giá dava l’idea di quanto erano e sono potenti i motori di ricerca e inizió una guerra di numeri tra i più grandi search engine, iniziata da Yahoo nell’agosto del 2005 con un post intitolato “La grandezza sí che importa!” dove il colosso americano buttava carne al fuoco del dibattito su quante pagine venivano indexate, alimentando i sospetti di pompare le cifre reali per contrastare l’avanzata inarrestabile di Google.

Oggigiorno è proprio Google che riaccende la fiamma del dibattito, e con questo post ufficiale ci svela che ha appena sorpassato l’incredibile cifra di 1.000.000.000.000 di URL processate, più di 100 volte la ultima cifra ufficiale del 2005 (8 miliardi). Comunque, bisogna chiarire, che all’epoca si trattava di URL indexate, mentre che ora sono URL processate, cioè che molte delle quali hanno contenuti duplicati.

Nonostante questa enorme cifra e nonostante Google processi milioni di Gigabyte di dati giornalmente, resta ancora moltissima informazione nella web in diversi formati (film, carta, video, o siti web) che Google deve ancora processare. Nel 2005 il direttore generale di Google riconosceva che tarderebbero 300 anni a indexare tutta la informazione del mondo, e que solamente avevano indexato uno 0,005% dei vari milioni di miliardi di Gigabyte dell’ informazione disponibile.

Ogni tot di mesi, i webmaster e i seo affezionati a controllare il valore del suo PageRank hanno trovato un piccolo “divertimento” analizzando come Google modifica questa cifra nei suoi server pubblici (internamente si aggiorna costantemente).

L’ultimo aggiornamento del PageRank pubblico fu in aprile di quest’anno, e il prossimo sará “in pochi giorni”. Lo sappiamo perchè, in uno stranissimo caso della Storia di Google, la compagnia l’ha reso pubblico ufficialmente. Lo ha fatto tramite questo post nel blog personale di Matt Cutts che è il responsabile della qualità del motore di ricerca.

Ci saranno sicuramente “antiche penalizzazioni” da scontare (sempre secondo Matt Cutts) e aggiornamenti positivi. Quindi buona fortuna a tutti…eheh.

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