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La fama ha un prezzo e a volte si misura in KWatt. É il caso di Facebook, la community che é cresciuta in forma esponenziale negli ultimi anni. Sempre più utenti decidono iscriversi, condividere foto, mettere online mega e mega di dati che vengono custoditi nei server dell’impresa fondata da Mark  Zuckerberg.

Il risultato è che il consumo elettrico è aumentato incredibilmente. Attualmente è uno dei maggiori costi nella contabilitá di Facebook, infatti in totale Zuckerberg deve pagare più di un milione di dollari al mese per mantenere accesi i suoi 10.000 server.

Una sciocchezzuola no????

Grazie al El Pais per la notizia.

Credo che tutti voi frequentate o avete sentito parlare di Facebook. Ed é molto probabile che sappiate che é la rete più popolare tra i giovani americani tra i 17 e i 25. Una grande impresa se pensate che in pochi anni è riuscita a far registrare a 8 studenti su 10 delle universitá d’oltre oceani.

Facebook ha quadruplicato gli ingressi negli ultimi anni, riceve una media di 250.000 nuovi membri ogni giorno, nessuno dei quali paga nulla per i servizi ricevuti. Ci si dovrebbe, pertanto, chiedere: come  Facebook ottiene le risorse necessarie per soddisfare 60.000.000 membri attivi che pubblicano in media la rispettabile cifre di 14.000.000 fotografie al giorno e che oggi contiene circa 2 miliardi e  700 milioni di immagini? E ‘difficile immaginare anche la dimensione monumentale dei loro servers e l’elevato costo della tecnologia e del personale che gestisce un tale volume di dati. Che rappresentano, per esempio, più della metà degli abitanti d’ Italia. Una volta digerite le cifre astronomiche che circondano Facebook, non é difficile immaginarsi che un gigante da 15 miliardi di dollari di valore, quasi pari alla metá di Microsoft, non può finanziarsi solo attraverso la pubblicitá.

Quindi la domanda sorge spontanea.

Come si finanzia Facebook, oltre naturalmente alla pubblicitá?

Facebook vende le informazioni dei suoi utenti al miglior offerente. Citando: “Quello che molti utenti non sanno è che secondo i termini del contratto di iscrizione al servizio, all’accettarlo l’utente da a Facebook l’esclusiva proprietá di tutte le informazioni e le immagini che pubblicano “. In realtà, evidenziano gli esperti, i partecipanti accettando il contratto “autorizzano Facebook non solo all’uso, ma anche al trasferimento a terzi dei nostri dati sensibili“. Sfruttando il fatto che il 90% degli utenti non legge mai i contratti quando si iscrive a un servizio web, Facebook include nel contratto (verso la fine) delle clausole con le quali possiamo evitare che i nostri dati vengano venduti a imprese esterne. Per questo molti dei vostri dati sensibili sono stati venduti senza esplicito consenso ad altre imprese.

Quindi il fatto che a Tizio gli piaccia un determinato film o che Caio voglia andare in vacanza a Cuba sono di fatto messi a disposizione delle imprese per lanciare le proprie campagne pubblicitarie segmentando il proprio target. E dobbiamo credere anche a un certo signor Melba, imprenditore americano, che dice che per scegliere i propri impiegati usa anche Facebook, per vedere tutti i dati “personali” dei potenziali lavoratori.

Controllati anche dopo la morte

Le prove di quello che dico sono dei fatti che si sono verificati ultimamente negli USA. Per esempio la John Brown University ha espulso uno studente dopo aver scoperto che aveva delle foto in Facebook dove veniva ripreso mentre era travestito. O quando un agente del servizio segreto americano visito uno studente della Universitá di Oklahoma, Saulo Martinez, per aver pubblicato in Facebook un commento contro il Presidente Bush.

E, come ciliegina della torta, non si possono ritirare le foto neanche quando ritiriamo l’adesione o cancelliamo l’account. Infatti tutte le info presenti fino al momento di cancellazione rimangono in potere di Facebook. Addirittura neanche dopo la morte è possibile per gli eredi ritirare le informazioni del defunto dalla rete. Infatti dice la clausola di Facebook che le informazioni del defunto rimangono a disposizione di tutti per un tempo determinato dalla stessa compagnia.

Quindi un consiglio..attenti a quello che postate in Facebook o alle foto postate perchè non siete “soli”…

Le reti sociali sono un fenomeno relativamente nuovo e ancora non si sa bene come trattarle. Molti marketers cercano semplicemente di vendere i loro prodotti alla loro sfera di amici delle community, mentre i più svegli cercano di sfruttare l’occasione per promuovere la propria marca con l’aiuto delle comunitá online.

Ma se volessimo utilizzare le reti sociali per esplorare la nostra nicchia di mercato e per imparare di più sui nostri potenziali clienti? È una opzione molto importante: infatti le reti sociali ci permettono di condurre ricerche di mercato virtuali con persone vere, che espongono le proprie idee e gusti tutti i giorni, che ci guidano a scoprire le ultime tendenze del mercato.

Infatti tramite le reti sociali possiamo:

  • imparare i gusti, gli interessi, la demografia della tua audience;
  • ricerca sulla concorrenza;
  • condurre una analisi delle parole chiavi più adeguate.

Proprio in relazione a questo ultimo punto sono apparsi dei tools che ti permettono di condurre una ricerca delle parole chiavi più importanti nelle reti sociali più utilizzate.

Grazie a questi tools possiamo:

  • sapere quanto è popolare una parola chiave;
  • chi sta parlando della tua keyword, quando e dove (il contesto);
  • sinonimi e termini correlati;
  • il trend della tua nicchia e i termini che utilizzano.

Di seguito elenco 4 tools per fare keyword analysis nelle reti sociali che ti possono aiutare nell’impresa.

1. TweetVolume ti mostrará quanto è popolare la tua keyword in Twitter, quanta gente ne parla e la compara con altre (sinonimi e non).

Esempio: Google, Yahoo, Msn

TweetVolume

2. Altre due applicazioni interessanti in Twitter sono il TweetScan e Summize che ti permettono anche di vedere chi sta parlando della tua keyword in quell’istante e che cosa sta dicendo (ti puoi anche sottoscrivere al RSS per aggiornamenti quotidiani).

TweetScan

3. Del.icio.us ti puó mostrare termini correlati alla tua parola chiavi e i bookmarks più popolari salvati con quei tags.

Del.icio.us related tags


4. Recentemente Facebook ha lanciato Facebook Lexicon che mostra di cosa si parla nei vari muri della popolare community. É fantastica per confrontare termini correlati, analizzare nuovi trend, sinonimi….
Esempio: Confronto termini [erotic, nude, porn]:

Facebook Lexicon

Sia chiaro che questo è solo un’inizio. Infatti le community sono un mondo così grande che usciranno tools mille volte più potenti che ci aiuteranno a semplificare un po’, un lavoro, quello della keyword analysis, che con la nascita delle reti sociali è diventato molto difficile e complicato.


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